Il Vangelo del Regno: «Sono venuto per i peccatori» (Mt 9, 1-13)

Lectio su Mt 9, 1-13 proposta a un gruppo di giovani coppie di Lecco. È la seconda di un ciclo sul Vangelo di Mt dal titolo «Il Vangelo del Regno».

La sovranità di Gesù – la sovranità del Padre, il Regno dei cieli all’opera nel mondo – è un’offerta di misericordia, nella sostanza, gratuita.
Che potere è un potere che si fa compassione e perdono disinteressato? Come si potrà applicare la giustizia? Come si comprenderà ora ciò che è bene e ciò che è male? L’uomo non sarà troppo libero e dunque troppo pericoloso? Che società può stare in piedi fondata sulla misericordia?

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Se siedi in groppa a un asino

«I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.» (Mt 21, 6-7)

Se siedi in groppa a un asino,

sei il Dio della feria, del tempo ordinario, del daffare quotidiano, dell’anonimo scorrere dei giorni.

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Accontentati tu. Io preferisco i desideri maleducati.

Mi han detto che devo imparare ad accontentarmi. Ma io non ci sto. Me l’han detto con quel tono un po’ così che non si decide tra la compassione ed il rimprovero, ma che sprizza savoir-vivre da tutti pori. Han […]

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Le parabole del Regno e la Speranza cristiana.

Metto a disposizione la registrazione e il testo dell’intervento proposto il 27 novembre 2016 al settore di Lecco dell’Equipe Notre Dame.
Mi hanno chiesto di offrire una riflessione sul tema della speranza cristiana che mettesse in evidenza il suo legame con il quotidiano e le ricadute su di esso.
L’ho sviluppato a partire dalle parabole del Regno del Vangelo di Matteo.

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«Scontenti e incontinenti» – Le Beatitudini

Il 25 settembre ho proposto all’AC della Diocesi di Ascoli Piceno nelle giornate di apertura dell’anno pastorale una meditazione sulle Beatitudini.

Nel post: un breve estratto, l’audio dell’intervento, il testo intero della riflessione.

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Né sopravvissuti, né sopravviventi.

La conversione comincia quando ci si innamora perdutamente del Padre della Vita e del Volto di Lui che splende luminoso in quello di Cristo.

Quando ci si appassiona al fiume di Vita che esce da Lui tuffandovisi e bevendo a piene mani, divenendone servi umili, miti e forti. Quando ci si abbandona sereni alla corrente del Suo inesauribile donare la Vita, consapevoli che Lui ne è e ne sarà la sorgente, il custode, il garante.

La conversione comincia quando si vede e si crede alla Pasqua di Cristo.

Perché i cristiani non sono chiamati a vivere come sopravvissuti o sopravviventi, ma come coloro che sanno il Padre e sanno di vivere, oggi e per sempre.

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Anche Dio soffre di claustrofobia.

Chi crede alla Pasqua, quando vede finire qualcosa, si alza in piedi fiducioso ed entusiasta per cogliere immediatamente ciò che Dio sta per realizzare di nuovo e di mai visto proprio dentro ciò che sembra finire.

Perché, chi ha visto il Risorto si lancia nella storia senza paura e con determinazione, alla caccia del Regno che cresce e della Vita che si afferma contro ogni logica di morte e se ne fa alleato e collaboratore, carico della speranza che viene da Colui che sempre dà la vita senza misura.

Quando un tempo sembra chiuso, il Dio della Vita si sta facendo largo.

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«Misericordia!» – Vestire chi è nudo.

Propongo ad alcuni gruppi di giovani coppie, una serie di riflessioni sul tema della Misericordia evangelica, prendendo spunto da alcuni brani della Scrittura e rileggendo le tradizionali «opere di Misericordia».

Le metto a disposizione anche qui, pensando possano essere utili a molti in questo anno giubilare dedicato in modo speciale a questo tema.

In questo post c’è la terza riflessione della serie.

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«Misericordia a buon mercato. Misericordia a caro prezzo» | 4 – Zaccheo.

Gesù di sua libera e sovrana iniziativa entra nel sepolcro di Zaccheo costituito da una vita di ruberie, diffidenze, accumuli e solitudini per buttarlo fuori alla luce di un’esistenza assolutamente nuova.

E Zaccheo crede che quel «oggi» di salvezza che Gesù gli annuncia è il «oggi» di sempre e per sempre, perciò: libero, finalmente, si libera da ciò che ormai è solo un peso come la ricchezza; libero, finalmente, guarda all’altro come a un fratello di cui curarsi e non più da cui difendersi; libero, finalmente, guarda a se stesso non come a uno scarto dell’umanità ma come un bene prezioso.

Quarto brano sul tema della Misericordia

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«Misericordia a buon mercato. Misericordia a caro prezzo» | 3 – La pecora smarrita e la dracma perduta.

Gesù sceglie di rappresentare il volto del Padre Suo attraverso quella di un poveretto impresentabile, una sorta di mendicante dal comportamento imbarazzante.

L’annuncio più scandaloso della parabola è che Dio è presente nelle dinamiche indecorose dei poveri. Anzi, le dinamiche con cui Dio si muove assomigliano da vicino a quelle dei miserabili.

Se così è, la Misericordia che viene incontro al peccatore non è una distaccata pietà che dall’altezza della sua nobiltà scende verso un altro di grado inferiore, piuttosto un permanere stabile nei bassifondi, dove sia facile e immediato avvicinare il misero.

Terzo brano sul tema della Misericordia.

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La Bottega del Vasaio di don Cristiano Mauri
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