Fate tacere il povero. O, almeno, il suo odore.
Povero Poveri Cristo

Sfogo semi-immaginario di un povero cristiano perseguitato dal Povero Cristo.

Quel povero va fatto tacere. Subito.

La sua voce è insopportabile e indecente. Rabbonitelo, calmatelo, dissuadetelo. Accontentatelo se non c’è altro modo, dategli tutto quel che chiede.

Non si può vivere con uno così tra i piedi.

Non c’è più verso di metter in fila un discorso, finire un lavoro o godersi una chiacchierata. Con quello che sta sempre a chiedere, sotto agli occhi e in mezzo ai piedi non è più vita! Non è più la mia vita.

Ti sembra una cosa decente? Ma dico li hai visti? E il decoro, dove lo mettiamo il decoro? E l’odore? Uuuh, l’odore!!! Uno schifo.

Cosa ne sarà dell’immagine della nostra città? E la sicurezza? Perché questi poi mica si limitano a essere poveri, che ti credi? Se uno facesse il povero e basta, in fondo… Ma questi poi finisce che si mettono rubare e chissà cos’altro.

Una volta i poveri sì che erano brava gente. Oggi anche i poveri… Non ci si può più neanche fidare dei poveri. Roba da matti.

Basta, bisogna intervenire e senza andare troppo per il sottile. Mi urtano, mi inquietano, mi mettono un’ansia poi! Mi fanno quasi male. Anzi, diciamolo: sono un male.

Sai cosa facciamo? Leviamoli di torno. Ecco sì, mandiamoli via. Tutti. Li prendiamo e li portiamo in un bel posto dove saranno curati, accuditi, lavati, nutriti. Ci sarà pur qualcuno disponibile a fare un lavoro del genere, no? Lo paghiamo bene, certo.

Che ci vuole, dai. Costituiamo un’associazione, magari più di una. Oppure una bella fondazione. Cerchiamo dei finanziamenti, mettiamo giù un bel progetto, una cosa fatta bene. E poi delle strutture – all’avanguardia, certamente – dove possiamo piazzarli. Possibilmente lontano da qui. Ovvio.

Magari in un altro paese. Italiani, stranieri: tutti insieme, certo. Mica che ci accusino di discriminazione. Scherzi? Noi non si vuole discriminare nessuno, solo stare un po’ tranquilli, giusto?

Un momento però, non fraintendermi. A me i poveri interessano, sia chiaro. Io sono un buon cristiano, ci tengo a loro, ci tengo tantissimo e voglio che stiano meglio. Dico tutto questo per loro, mica per altro.

D’altronde cosa pretendi? Che mi metta io a far tutto? Sono forse io responsabile di tutto il male del mondo? Ma poi se ti metti a curarne qualcuno non te ne liberi più. Finisci con uno ed eccone un altro.

Sembra che ti inseguano, che si passino parola. Vengono a scovarti anche quando pensi di esserti perfettamente nascosto. Il povero è una persecuzione.

E io ho già un sacco di altre cose di cui occuparmi. Devo forse passare la vita a curarmi dei poveri? Per certi lavori, oltretutto, ci vogliono dei professionisti, non puoi affatto improvvisare.

Parliamoci chiaro: mi sono sbattuto per costruirmi una posizione, non ho forse il diritto di godermela? E come si fa se ce li hai sempre tra i piedi?

No, non lo so perché mi urtano così, in effetti non me lo spiego. Però mi ricordo quando tutto è cominciato.

Una volta – quando ero ancora ingenuo – feci fare a un senzatetto la doccia in giardino. Dopo la doccia non sembrava più lui. Sembrava… Sembrava me.

Da allora, ogni volta che li vedo è come se mi strappassero da me stesso e mi portassero in un terreno che non conosco, costringendomi a lasciare tutto quello che ho costruito.

Non mi aspettavo che la distanza tra me e un povero fosse lo spazio di una doccia.

Un povero non può essere così vicino. Non voglio essere così vicino alla povertà. Non voglio essere povero. Voglio poter continuare a credere di non essere povero, un povero anch’io!

Fateli tacere, i poveri. Mandateli via. Ne va della mia vita.

 


 

Sì il povero fa male, veramente male. Ti strappa via costringendoti a rimanere in esodo dal quel te stesso che ti sei costruito.

Il povero fa male perché ti sbatte in faccia chi sei, come sei, al netto di una doccia, di una manciata di soldi, di un po’ di salute, dell’età, dell’intelligenza… Al netto di tutto ciò che, prima o dopo, puoi sempre perdere.

Li avremo sempre con noi, grazie a Dio. Ed è proprio il caso di dirlo. Li avremo sempre con noi a liberarci da noi stessi per ricordarci chi siamo.

Questa è la prova più vera che il Povero è “presenza reale” di Cristo.

C’è un modo di occuparsi dei poveri che si trucca di Carità ma è solo la maniera elegante per sbarazzarsi di loro, con la scusa di farli star meglio.

Non ci capiti di passare la vita provando, sottilmente, ad allontanare il povero. Finiremmo stoltamente per privarci di Lui.

About the author

Originario di Lecco dove nasce nel 1972. Prete della Diocesi di Milano dal 2005. Attualmente Rettore del Collegio Arcivescovile A. Volta di Lecco.

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